Uno dei maggiori e più preoccupanti fenomeni che imperversano nella nostra società è sicuramente costituito dalla diffusione inarrestabile della violenza giovanile.

Il suo dilagare sembra non conoscere limiti e i dati sono sempre più allarmanti, sia perché si radica oramai anche nelle fasce d’età più basse, sia perché la sua manifestazione si sviluppa sotto tante sfaccettature.

Sotto il punto di vista criminologico i fattori che influiscono al suo sviluppo si possono ravvisare sia nell’ambito sociale, familiare che nella sfera individuale e, l’analisi di questo suo imperversare, è finalizzata soprattutto sia allo studio della sua criminogenesi, sia ai mezzi volti a ridurre il fenomeno con azioni preventive; purtroppo, si evidenzia che i casi sono sempre in aumento ed i comportamenti che ne scaturiscono diventano sempre più estremi, soggetti a continui atti di emulazione fra coetanei a causa anche della rapida diffusione tramite il web.

E’ una violenza che spesso si tramuta in una spirale di devianza criminale, difficile da controllare e, spesso, impossibile da arginare, rappresentando il riflesso di un disagio giovanile psicologico e relazionale che, ad oggi, si manifesta con un proliferare quotidiano di atti che vanno dal bullismo, alle aggressioni fisiche e verbali, alle intimidazioni, sino agli episodi più gravi ed irrimediabili rappresentati dagli omicidi.

Questa problematica racchiude numerose variabili che trovano la loro origine sia nell’ambito familiare piuttosto che in quello scolastico e ricreativo, esprimendosi o individualmente o collettivamente, come nei casi delle baby-gang; i fattori di insorgenza e l’indice di rischio possono variare a seconda dei contesti in cui questa violenza si sviluppa e, contestualizzare ed esaminare le cause scatenanti che sono alla radice, significa soprattutto saper applicare un programma di supporto ed intervento mirato che veda possibilmente la cooperazione e coordinazione fra la scuola, le istituzioni, i professionisti del settore ed i nuclei familiari.

Non sottovalutare le prime avvisaglie ed intervenire tempestivamente, sono le azioni basilari per fronteggiare ed evitare che si inneschi una spirale di escalation distruttiva e traumatica; un controllo precauzionale permetterebbe di tentare nell’immediato percorsi di recupero ed evitare così che da una parte ragazzi, molto spesso ancora di minore età, possano commettere gesti inconsiderati e, al contempo, evitare che aumentino abusi e sopraffazioni nei confronti di potenziali vittime.

Il supporto materiale e psicologico va indistintamente indirizzato sia verso chi commette il reato, sia verso chi purtroppo lo subisce: la tutela va considerata pertanto sotto una duplice ottica per far sì che l’aiuto si diriga ad ambo le parti, mirando così a salvaguardare l’integrità psico-fisica di tutti i soggetti coinvolti.

Alimentare il dialogo, dare il giusto coinvolgimento e fornire l’orientamento più appropriato, sono i mezzi più opportuni ed idonei per dare ai giovani in difficoltà, la possibilità di recuperare, correggere e indirizzare la propria condotta.

 

Valentina Giannola

Esperta in Scienze Forensi