Milano. Due donne investite da un 21enne ubriaco sulle strisce. Una delle due, 24 anni, è stata trascinata per centinaia di metri e operata d’urgenza. Il giovane, risultato positivo all’alcoltest, è ora indagato per guida in stato di ebbrezza. Una vicenda drammatica che riporta l’attenzione su una tematica ancora troppo attuale: la sicurezza stradale e il contributo degli operatori sanitari nelle indagini giudiziarie.

Una norma più severa

Con la Legge 41/2016, sono stati introdotti i reati di omicidio stradale (art. 589 bis c.p.) e lesioni personali stradali gravi o gravissime (art. 590 bis c.p.). Più di recente, la Legge 177/2024 ha rafforzato le misure contro la guida sotto l’effetto di alcol o droghe, imponendo tolleranza zero e prevedendo l’introduzione dell’alcolock, un dispositivo che impedisce l’accensione del veicolo se il conducente ha alcol nel sangue.

Accertamento del tasso alcolemico: 

In caso di incidente, l’accertamento del tasso alcolemico può avvenire sul posto o in ospedale su richiesta della Polizia Stradale. In presenza di un valore superiore a 0,5 g/l, il soggetto è considerato in stato di ebbrezza. Ma se rifiuta il prelievo, interviene l’art. 359-bis c.p.p.: “l’ufficiale di P.G. può disporre il prelievo coatto presso la struttura sanitaria più vicina”. Il difensore viene informato e ha diritto ad assistere, ma la sua assenza non blocca le operazioni.

L’infermiere come ausiliario di Polizia Giudiziaria

Quando collabora con la P.G., l’infermiere assume il ruolo di pubblico ufficiale (art. 348 c.p.p.). Questo comporta obblighi giuridici importanti: non può rifiutare l’incarico (pena la violazione dell’art. 328 c.p.) e deve seguire procedure rigorose per preservare la validità forense delle prove.

Garanzia e tracciabilità del prelievo

Il prelievo di sangue ha valore probatorio come una pistola fumante. Un solo operatore segue tutta l’operazione. Ogni passaggio deve essere documentato, dal momento dell’esecuzione fino all’invio al laboratorio. Si usano kit identificativi con etichette antimanomissione, e viene redatto un verbale da ciascun operatore coinvolto debitamente firmato in ogni passaggio di consegna.

Criticità operative

Conclusione

Il personale infermieristico adeguatamente formato si conferma ancora una volta un valido supporto per le Forze dell’Ordine in tutti i casi in cui si configurano reati perseguibili per legge. La collaborazione tra sanità e giustizia, oggi più che mai, rappresenta un presidio fondamentale per la sicurezza collettiva e l’affermazione della legalità.

 

Margherita di Biagio

Esperta in Scienze Forensi